Ras Dedo

Ras Dedo, a.k.a. Dedo, al secolo Matteo De Domenico.

Natali siracusani e un’infanziavissuta tra gli scenari classici della Sicilia e l’ardore della luce africana di Libia.
Folgorato dalla spiritualità rastafariana, decisamente presente come “ceppo” ideologico a segnare tutte le successive scelte artistiche, spazia immediatamente tra forme di visualità diverse, apparentemente opposte ed antagoniste, tutte, comunque, strettamente connesse ad una particolare visione della realtà materiale e sentimentale che lo contraddistingue e lo rende unico nel panorama artistico contemporaneo.
Dal primitivismo africano e polinesiano, un conseguenziale passaggio a una ricercata ricognizione nel naïve caraibico ed anche siciliano, per riprendere poi le linee della transavanguardia, del gruppo normal, praticando con risultati lusinghieri anche un pertinente e coerente discorso musicale con la prima band rasta italiana.
Non disgiunto da questo elaborato processo creativo e stilistico viene attratto dai misteri della iconografia bizantina ed orientale praticando con perizia magistrale un genere di altissima qualità artistica.
Una forza creativa potente e poliedrica. Ben oltre la riproduzione di stilemi De Domenico travolge tutto con una visione ordinatrice personalissima delle matrici culturali dei suoi modelli, puntualmente reinterpretati con una totale consapevolezza culturale, al punto da restituirne un’interpretazione ulteriore, evoluta secondo i presupposti attesi dalla complessità di una visione straordinaria ed appassionata del mondo.

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